22 febbraio 2012 | Pubblicato da: Ferdinando Toscano | Commenti: 0 | In: Scienza
La luce resta più veloce di tutti e di tutto! Dopo cinque mesi dall’annuncio del CERN di Ginevra in cui gli scienziati riferirono di un esperimento nel quale i neutrini risultarono più veloci dell’onda elettromagnetica di ben 60 nanosecondi, tutto sembra suggerire un necessario “dietrofront” rispetto a quanto detto.
Non è bastato, infatti, il primo ok di novembre a scongiurare l’ipotesi dell’errore che, a quanto pare, risulta essere ben evidente agli stessi scienziati che si sono occupati della scoperta: sono stati trovati due difetti di calcolo non trascurabili.
Il primo e più grande sbaglio, secondo le verifiche di cui parla in esclusiva la rivista internazionale Science, è legato ad una cattiva connessione tra un cavo a fibre ottiche che collega un computer al ricevitore GPS deputato a misurare il tempo di percorrenza dei neutrini. Il secondo, meno rilevante eppure ugualmente fuorviante, è invece causato dalla cattiva calibrazione dell’orologio di riferimento per calcolare ancora una volta l’intervallo di percorrenza della particella.
Per il momento nessun comunicato ufficiale arriva dal gruppo di ricerca dell’esperimento GNGS (Cern Neutrinos to Gran Sasso), ma tanti “castelli” già caduti, a cominciare dal fatto che per questa rettifica la teoria della relatività di Einstein si dimostrerebbe ancora valida, e dunque non contestabile almeno per le scoperte odierne.
A quanto pare, una parte dei dubbi, però, resta ancora da svelare completamente. Ulteriori dettagli, infatti, dovranno ancora essere esaminati correttamente, eppure ormai, con un po’ di diffidenza in più, la comunità scientifica avrà un fiore all’occhiello in meno e qualche curiosità ancora da scoprire ulteriormente. Vita di scienza, vita di eterna ricerca, e loro lo sanno bene.
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