1 agosto 2012 | Pubblicato da: Luca Cimaz | Commenti: 3 | In: Telefonia
L’App Store di Apple è sempre stato visto di buon occhio, con l’idea che fosse possibile per chiunque riuscire a mettere in vendita la propria applicazione e avvicinarsi al successo, o comunque ottenere un buon riscontro di download. Ma un nuovo studio svolto da Adeven dimostra che la verità è ben diversa, e che sarebbero ben 400 mila le applicazioni presenti sullo Store che starebbero, letteralmente, a prendere polvere.
Su un numero decisamente elevato di applicazioni presenti, viene naturale pensare che non tutte possano ottenere fama e gloria, ma pensare che un numero così elevato di app, corrispondente a circa il 60% dell’offerta presente sullo Store, non venga scaricato da più di qualche utente fa sicuramente riflettere.
Il problema di base sarebbe dovuto dal sistema chiuso dello Store, dove se non si è presenti all’interno di qualche classifica diventa difficile, se non impossibile, essere trovati “per caso”. Questo comporta che, per far conoscere le proprie applicazioni, gli sviluppatori debbano spendere ingenti somme di denaro per pubblicizzarsi e aumentare la propria visibilità nello Store: se questo è possibile per alcuni, sicuramente non è fattibile per i molti, che si ritrovano a cadere nell’oblio degli ignoti.
Lo Store, probabilmente progettato senza l’idea di ottenere un così notevole successo in numero di applicazioni, andrebbe sicuramente ripensato e riprogettato per permettere e garantire una visibilità più omogenea per tutte le app: forse potremo trovare già delle novità nella nuova versione di iTunes che dovrebbe vedere la luce entro fine anno.
E’ il sistema Apple che è da ripensare. Già il fatto che gli sviluppatori debbano pagare per poter sviluppare per iOS dice qualcosa. Se poi devono spendere altri soldi in pubblicità, è chiaro che solo pochi possono permetterselo. A lungo andare è una strategia che non dà buoni frutti nel lungo periodo e infatti sempre più sviluppatori si stanno dedicando ad Android. A mio parere Apple sta imboccando una via pericolosa, è un po’ la stessa questione delle continue citazioni in giudizio per plagio verso altri marchi: sta vedendo la sua leadership del mercato messa in pericolo da concorrenti sempre più aggressivi e utilizza una strategia di chiusura ed esclusività che però finirà per danneggiarla a livello di immagine e di input tecnologico, secondo me.